
Gli articoli 21 e 22 della proposta di regolamento quadro sui Piani di Partenariato Nazionale e Regionale (PPNR) per la programmazione 2028-2034 dei Fondi “territoriali” dell’UE delineano la loro struttura, imperniata su Capitoli e misure. Nell’art. 22 viene rimarcato che lo Stato Membro deve fornire “l’elenco delle misure raggruppate in Capitoli”. L’Allegato V alla proposta di regolamento, segnatamente il Titolo II, riporta un rigido e articolato template per la descrizione di Capitoli e misure.
In realtà, vi sarebbe un ulteriore livello di programmazione che è quello delle attività, definite come “iniziative specifiche intraprese per contribuire al conseguimento di un obiettivo fissato, che può corrispondere a una misura contenuta nei Piani”.
Inoltre, in continuità con la programmazione 14-20 e quella corrente, la vera “unità minima di programmazione” sarà costituita non dalle misure o dalle azioni di policy inserite nelle misure, bensì dai “settori di intervento” (“campi di intervento”) riportati nell’Allegato I alla proposta di regolamento che stabilisce un quadro di tracciamento della spesa di bilancio e della performance del bilancio e altre norme orizzontali per i programmi e le attività dell’Unione (ex COM(2025) 545). Il nodo della questione è che i settori di intervento e le altre variabili riportate nell’Allegato I al regolamento sul performance framework riguardano tutte le spese dei bilanci dell’UE nel periodo 2028-2034 e, quindi, sono formulate in termini alquanto generici. Pertanto, sia nel corso del negoziato che, poi, nell’attuazione dei Piani negli anni a venire si potrebbero registrare frizioni fra Istituzioni dell’UE e Stati Membri in merito alla corretta combinazione di azioni di policy e settori di intervento riportati nel regolamento sul performance framework.












